Lattosio: perchè si parla di Intolleranza?

In un periodo storico come questo, in cui sta imperversando “la moda” dell’intolleranza, è giusto fare un po’ di chiarezza su tutto ciò che concerne il lattosio e il suo consumo.
Molti non lo sanno ma l’organismo umano, dopo la fase della pubertà, non è geneticamente organizzato per digerire il latte, o meglio il lattosio, ovvero lo zucchero disaccaride presente nel latte.
Quale meccanismo si innesca quindi?
Se l’enzima lattasi non è presente nel nostro corpo, o lo è in minima parte, non riuscirà a far assorbire dalle cellule intestinali le componenti del lattosio (glucosio e galattosio).
Strano ma vero!
Nonostante moltissimi continuano a consumarlo sia a colazione che nel resto della giornata, il latte non risulta un alimento di facile digeribilità, soprattutto per gli adulti, innescando spesso una sensibilità o addirittura un’intolleranza.
Si tratta di una condizione fisiologica naturale perché l’enzima lattasi, dalla pubertà in poi, viene prodotto del nostro corpo in quantità sempre minori quindi la capacità di digerire il lattosio viene compromessa.
Tuttavia l’abitudine a mangiare prodotti caseari che ci contraddistingue ancora oggi, derivata da una condizione evolutiva e da millenni di allevamento e di trasformazione del latte, ha concorso all’accettazione di questi prodotti da parte del nostro organismo.
Nonostante ciò l’abitudine e il piacere di concedersi una buona caprese o una fetta di provola diventa sempre più complesso proprio perché molte persone non riescono a digerirle.
In questo caso si comincia a parlare di intolleranza, anche se la forma corretta sarebbe “Sindrome da malassorbimento del lattosio”.
Vediamo insieme quali sintomi sono collegati a questo disturbo, anche se non è detto che si verifichino sempre ed in ogni individuo.
Chiaramente molti di questi sono localizzati all’intestino, e riguardano: dolori e gonfiore addominale, meteorismo e flatulenza, stipsi o diarrea, nausea, mal di testa, stanchezza e potrebbero spuntare anche erezioni cutanee.
Se non siete certi di soffrire di questo disturbo non vi allarmate, esistono degli esami specifici, come le analisi del sangue, che lo attestano.
Ad ogni modo possiamo suggerirvi di evitare tutti i prodotti caseari (vaccini e non) e i loro derivati (burro e panna) per allontanare i disturbi, ma fate attenzione anche agli insaccati e al cioccolato.
Osservate bene anche le etichette dei prodotti confezionati, degli integratori alimentari e dei farmaci: possono contenere tracce di lattosio perché utilizzato come addensante ed eccipiente.